Andrea Brustolon. 28 marzo - 12 luglio 2009.
Itinerari: dintorni
Pieve di Zoldo (Forno di Zoldo)
Chiesa di San Floriano

L'Altare delle Anime è la prima opera documentata di Andrea Brustolon. Il 25 giugno 1685 lo scultore bellunese stipula un contratto con la Regola della chiesa di San Floriano che lo impegna a consegnare l'opera entro otto mesi e “l'antipetto quanto prima a ciò s'inanimischa li devotti di così pia opera”. L'altare non venne invece finito nei tempi stabiliti e ne è testimonianza la frase sul cartiglio in mano ad uno dei due scheletri a lato dell'altare in cui si legge “La pazienza di Agostino Taset in ciel sarà premiata”. L'invenzione dell'altare, che sottolinea il gusto barocco per la decorazione e per la scenografia ricercata della composizione, è una sorta di memento mori che ricorda in ogni particolare che la morte non risparmia nessuno; ne sono testimonianza gli scheletri intagliati nelle specchiature della predella che reggono una tiara papale, una mitria vescovile, una corona reale. Due telamoni di impressionante realismo fungono da colonne e sono posizionati su mensole sotto cui sono scolpite tre testine urlanti di dannati. Sui capitelli sono rappresentati dei pellicani nell'atto di squarciarsi il petto, simboli del sacrificio di Cristo, e a coronamento della pala dipinta da Agostino Ridolfi nel 1687, sul timpano spezzato la Pietà con Maria che regge il corpo del figlio morto accompagnata da due arcangeli che indicano con una mano la croce dietro la Madonna e con l'altra reggono alcuni strumenti della Passione.

Orario: lun-dom 9.00-12.30 / 15.00-18.00

Mareson (Zoldo Alto)
Chiesa di San Valentino

La chiesa parrocchiale di Mareson ospita due altari realizzati dallo scultore bellunese in collaborazione con la bottega. Nella cappella sinistra l'Altare della Santa Croce per cui Brustolon venne pagato il 25 agosto 1699, svolge nuovamente il tema del Cristo deposto dalla Croce rappresentato sulla cimasa sorretto da due angeli e protetto da due arcangeli con le ali spiegate e reggenti i simboli della Passione, seduti ai due lati del timpano spezzato, composizione che replica con alcune variazioni l'Altare di Pieve di Zoldo. Ai lati delle due colonne dorate e decorate con un motivo fiorito, stanno due statue che raffigurano san Giovanni Evangelista e la Maddalena con il vasetto di unguenti. Ai lati della cornice del paliotto due putti reggono altri oggetti della Passione incorniciati da volute fogliate e rose. L'Altare maggiore è l'ultima opera progettata ed in parte compiuta da Andrea Brustolon; venne commissionato il 31 maggio 1731 dalla Regola di San Valentino e nel contratto si legge che l'altare doveva essere completato nell'arco di un anno. Il Brustolon muore a Belluno il 25 ottobre 1732 e quindi l'opera venne terminata dalle maestranze della sua bottega. L'alzata tripartita e realizzata su modelli ispirati agli altari degli Auregne, importante famiglia di intagliatori che operano nello stesso periodo in numerose chiese del territorio, ospita nelle due nicchie laterali le due statue di sant'Antonio Abate e di san Francesco d'Assisi. Le colonne dorate con motivo a tralci di vite fanno da cornice alla pala di Girolamo Brusaferro (1732) che raffigura la Madonna con il Bambino ed i santi Valentino e Nicolò, e sorreggono il timpano spezzato su cui si innalza il Cristo trionfante circondato da quattro angeli.

Orario: dom-ven 8.30-12.00 / sab 8.30-17.00

Dosoledo
Chiesa dei Santi Rocco e Osvaldo

L'attuale chiesa parrocchiale, realizzata dal feltrino Giuseppe Segusini fra il 1839 ed il 1844, è progettata su schemi neoclassici e decorata all'interno da affreschi di Giovanni De Min, pittore bellunese che lavorò accanto al Segusini in diverse commissioni pubbliche e private del territorio.
L'ultimo Altare a sinistra, realizzato tra il 1722 ed 1723 da un Brustolon ormai sessantenne, venne commissionato dalla Regola di Dosoledo. Un cospicuo carteggio tra il Capo Laudatore della Regola e lo scultore ricostruiscono le varie fasi della progettazione dell'altare ed in particolare la scelta dei santi da sistemare nelle due nicchie ai lati della Madonna dei Sette Dolori. La scelta cade infine su san Filippo Benizio dell'Ordine dei Servi di Maria, particolarmente devoti al culto dell'Addolorata, e su santo Stefano, primo martire cristiano molto venerato in Comelico e qui rappresentato vestito con la dalmatica dei diaconi e con una pietra nella mano destra, strumento del martirio. La nicchia centrale ospita il tema del compianto sul Cristo morto, affrontato qui per la terza volta dopo l'Altare delle Anime di Pieve di Zoldo commissionato nel 1685 e quello di Mareson completato circa dieci anni dopo. Sulle lesene centrali e sull'arco sono inseriti sette ovali in bassorilievo con la rappresentazione dei Dolori di Maria, mentre sul timpano mistilineo la figura centrale di Dio Padre è circondata da angeli con strumenti della Passione. L'altare di Dosoledo è un unicum nel suo genere poiché presenta una superfice lignea brunita e non dorata come invece è solito trovare in altri altari realizzati dal Brustolon. Il legno di pero qui utilizzato e quindi ebanizzato con particolari trattamenti ha oggi perso parte dell'originario colore nero che invece è ancora presente sul paliotto sottostante.

Orario: lun-dom 8.30-12.00 / 14.00-18.00

statua di donna