Il Museo Civico di Belluno, ospitato nel seicentesco Palazzo dei Giuristi, presenta una nutrita collezione delle opere del Brustolon e della sua bottega oltre ad un'importante ed unico corpus dei disegni dell'artista.
Il Cristo Crocifisso conservato nella saletta dedicata allo scultore bellunese, si trovava originariamente nella chiesa di San Giuseppe. Eseguito sicuramente prima del 1723, data in cui è ricordato negli atti di una visita pastorale, è dunque un'opera matura del Brustolon e si avvicina fortemente al Cristo della Crocifissione della chiesa di San Pietro. Il Museo espone il bozzetto in terracotta di quest'opera che sul retro presenta un'iscrizione autografa dell'artista, la data di esecuzione 1728 e la dedica al committente Francesco Benetti. La terracotta presenta minime varianti rispetto alla pala che fu realizzata l'anno successivo in origine per la chiesa di Sant'Ignazio. Un altro bozzetto in terracotta, ad ulteriore testimonianza del percorso creativo dell'artista e probabilmente proveniente dallo studio del Brustolon, rappresenta la Grazia. L'opera è preparatoria per una delle sei statue allegoriche realizzate tra il 1722 ed il 1727 per il conte Tiozzo Piloni soggetto dell'unico ritratto oggi esistente di mano del Brustolon e conservato nel Museo: un medaglione in creta che raffigura il nobile all'età di cinquantatre anni come testimoniato dall'iscrizione incisa sul margine destro. Anche questo ritratto aveva la funzione di bozzetto per la perduta opera lignea che faceva parte delle collezioni del Museo e che fu dispersa durante l'occupazione austriaca della città alla fine della prima guerra mondiale.
È frutto di donazione privata la Cornice in legno di cirmolo che presenta un motivo con puttini e racemi vegetali fioriti simili a quelli che decorano la specchiera in pendant con la consolle realizzate dalla bottega del Brustolon e provenienti dal palazzo cittadino della famiglia Fulcis-de Bertoldi, come testimonia la presenza su entrambe le forniture della croce dei cavalieri di Malta ricevuta da Pietro Fulcis nel 1702.
Nelle sale del Museo è possibile ammirare anche il piccolo Altare laterale proveniente dalla chiesa del Monte di Pietà di Belluno: la cornice con ricca decorazione vegetale ed angioletti mostra al centro un dipinto con l'immagine della Madonna attribuito ad Agostino Ridolfi o a Francesco Frigimelica.
Sono inoltre esposte tre opere che grazie ai recenti studi realizzati in occasione della mostra sono entrate a far parte del catalogo della bottega del Brustolon: un Crocifisso da tavolo che presenta alla base della Croce le figure di san Francesco ed un angelo che regge uno stemma intagliato da Francesco Della Dia, un Altarolo per devozione domestica con una cornice decorata con testine di putti, simboli della Passione e quattro medaglioni in bronzo ed un portello di reliquiario a tabernacolo con la raffigurazione di un santo guerriero inginocchiato e vestito con un'armatura.
Orario: dom-gio 9.00-19.00 / ven-sab 9.00-20.00
Ingresso gratuito presentando il biglietto della mostra
T +39 0437 944 836
museo@comune.belluno.it
Chiesa di San Pietro
L'attuale chiesa, edificata nel 1750 in sostituzione del trecentesco edificio gotico,
custodisce due pale, opere fondamentali della maturità del Brustolon: la
Morte di san Francesco Saverio e la Crocifissione. Le due pale realizzate
in legno di cirmolo e biaccate, erano state realizzate originariamente per la chiesa dei Gesuiti di Sant'Ignazio
che venne soppressa con decreto napoleonico nel 1806. Le opere furono quindi sistemate a San Pietro nel 1833 ed
inserite nei due nuovi altari progettati da Antonio Bosa. La pala dedicata al missionario gesuita Francesco Saverio
venne commissionata da Andrea Miari, membro di una delle più importanti famiglie bellunesi, nel 1723. Nel
contratto d'incarico, firmato il 29 aprile di quell'anno, si legge che l'opera doveva essere realizzata “in
forma di finta Pietra marmorizzata consimile alla pietra”, vengono inoltre indicate le esatte misure e si
elencano i soggetti che dovevano essere raffigurati. Il Brustolon crea una composizione tutta incentrata sulle linee
diagonali riprendendo alcuni schemi che rimandano alla pittura di Luca Giordano: in basso il santo morente e tre
bambini abbracciati, i figli del conte Miari con lo stemma di famiglia, al centro la salita al cielo del santo ed in
alto la Vergine con il Bambino in un tripudio di nuvole ed angioletti.
La Crocifissione è firmata e datata nella parte inferiore a destra “A.B. Sculp. MDCCXXIX” e venne
commissionata dal nobile Francesco Benetti almeno l'anno precedente come testimonia l'iscrizione sul
bozzetto in terracotta del Museo Civico. Nella parte inferiore della pala il gruppo dei dolenti con la
Maddalena, san Giovanni, le pie donne e la Madonna che ripropone la figura dell'Addolorata dell'altare
di Dosoledo; in alto il Cristo riprende i modelli tipici dei crocifissi del Brustolon, il capo reclinato,
il panneggio pittorico, la tensione del corpo.
L'altare maggiore è sovrastato dal copricielo ligneo policromo e dorato realizzato da Giobatta
Besarel insieme a quattro dei sei angeli che ornano il baldacchino intorno al 1836, mentre i due
superiori sono opera del Brustolon. Sul primo altare a sinistra all'interno di una nicchia è
esposta inoltre una statua vestita di sant'Antonio da Padova nata come immagine processionale e
realizzata dalla bottega dello scultore bellunese.
Dalla porta laterale destra accanto al presbiterio si accede alla Cappella Fulcis, decorata per volontà
di Pietro Fulcis all'inizio del XVIII secolo con due affreschi di Sebastiano Ricci, è arricchita da due
opere realizzate dalle maestranze del Brustolon: una statua raffigurante Francesco d'Assisi ed il tabernacolo
sulla mensa dell'altare che custodisce la reliquia della Santa Croce dono del papa bellunese Gregorio XVI.
Orario: dom-gio 9.00-19.00 / ven-sab 9.00-20.00
